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Donare sangue se lavori: hai diritto a un giorno di riposo retribuito

“Vorrei donare, ma lavoro…”

È uno dei dubbi più frequenti tra chi vorrebbe fare un gesto di solidarietà ma teme di non riuscire a conciliare la donazione con gli impegni professionali.

La buona notizia è che donare sangue o plasma è compatibile con il lavoro. E non solo: la legge tutela i lavoratori dipendenti.

Donazione di sangue e lavoro: cosa prevede la legge

Se sei un lavoratore dipendente, hai diritto a una giornata di riposo retribuita nel giorno in cui effettui la donazione di sangue o plasma.

– Non si tratta di ferie.
– Non è un permesso personale.
– Non devi “recuperare” le ore.

È una tutela specifica prevista dalla normativa italiana per favorire la donazione. Dopo aver donato, riceverai un certificato ufficiale da consegnare al tuo datore di lavoro.

La procedura è semplice, trasparente e garantita.

Donare sangue significa aiutare chi ne ha bisogno, ma farlo è anche un diritto riconosciuto!

Quanto tempo serve per donare?

Molte persone rinunciano pensando che serva un’intera giornata. In realtà:

  • La donazione dura pochi minuti;

  • L’intero percorso (accettazione, visita, donazione, ristoro) richiede circa un’ora;

  • Il resto della giornata è coperto dal riposo retribuito previsto dalla legge.

Un piccolo impegno che può salvare vite.

Sei un datore di lavoro? Puoi fare ancora di più

Se sei un imprenditore o il titolare di un’azienda, puoi trasformare la solidarietà in un progetto concreto per il tuo team.

Con l’autoemoteca è possibile organizzare una giornata di raccolta sangue direttamente presso la tua sede aziendale.

Molte realtà genovesi lo fanno già:
un modo efficace per sostenere il territorio, facilitare la donazione ai collaboratori e promuovere una cultura aziendale attenta alla responsabilità sociale.

È un gesto che unisce impatto sociale e valore per l’impresa!

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